venerdì 10 marzo 2017

Il comune di Tezze non difende i propri cittadini



Nell’ultimo consiglio comunale (svoltosi il 23/02/2017) il Movimento 5 Stelle di Tezze sul Brenta ha presentato una mozione nella quale si chiedeva al sindaco e quindi a tutto il consiglio di dare un chiaro segnale politico rispetto alla triste e ben nota vicenda della Banca Popolare Vicentina, che a causa della vendita delle proprie azioni ha portato al lastrico migliaia di famiglie e aziende Venete.
La mozione prevedeva di cercare una modalità nei termini consentiti dalla legge e nelle possibilità del comune al fine di promuovere delle azioni civili contro gli ex Dirigenti della Banca e quindi costituirsi parte civile qualora tali azioni avessero luogo.
Il solo fatto di interessarsi alla questione e quindi studiarne le possibili modalità per mettere in atto quanto proposto, sarebbe stato un chiaro segno politico di responsabilità e di difesa verso i cittadini. Inoltre un’azione come questa, pur non essendo stata unica in quanto già altre associazioni hanno messo in pratica azioni simili, avrebbe potuto fare da apripista per altri comuni che probabilmente si sarebbero aggregati.
Purtroppo un muro di “NO” da una parte e di indifferenza dall’altra si sono sollevati lasciando la mozione lettera morta quando in definitiva si chiedeva solo un segno tangibile di solidarietà e vicinanza verso i propri cittadini, ma come sempre sono arrivate le parole magiche che risolvono tutto e chiudono l’argomento con un nulla di fatto “vorrei ma non posso” quando la realtà è “potrei ma non voglio”; tante parole ma pochi o come in questo caso niente fatti.
Eppure già in passato il comune si costituì (pur sapendo di non poter ottenere nulla) parte civile all’interno del procedimento penale contro i dirigenti della ex-Galvanica, con la semplice (ma importante) finalità di dare un segno forte alla popolazione.

Non ci resta che stigmatizzare il comportamento tenuto all’interno del consiglio comunale, dove ogni altra parte politica ha dimostrato contrarietà ed indifferenza in quanto ai cittadini tedaroti la maggioranza non ha concesso nemmeno il costo di una lettera da inviare alle istituzioni per avvallare la richiesta di un ristoro economico nei confronti di tutte quelle persone che hanno perso i loro soldi.



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